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Italia e Grecia prima della Scuola

L'interesse degli italiani per la Grecia risale al XIV secolo. Gli Acciaiuoli, duchi di Atene dal 1387 al 1456, fecero conoscere i manoscritti di Omero, Platone, Euripide e Demostene.

La lingua greca fu insegnata e diffusa in Italia da monaci bizantini dal XIV secolo in poi (Barlaam, Emanuele Crisolara, Teodoro di Gaza).

Agli inizi del 1400 le più antiche mappe dell'Egeo furono rilevate dal monaco Cristoforo Buondelmonti e il mercante Ciriaco dei Pizzicolli ha lasciato i primi disegni dei monumenti.

Il Rinascimento cercava di far rinascere la Grecia antica in Italia: l'Accademia Platonica di Firenze diretta da Marsilio Ficino e finanziata da Cosimo de' Medici, la traslazione delle spoglie di Giorgio Pletone Gemisto da Mistrà al tempio malatestiano di Rimini per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta, i libri del cardinale Bessarione donati alla Biblioteca Marciana di Venezia.

Nei domini veneziani dell'Egeo si documentavano i resti archeologici (il manoscritto di Onorio Belli è conservato alla SAIA).

I miti e la storia della Grecia sono presenti nelle opere liriche italiane del '600 e del '700: Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, Il Socrate immaginario di Paisiello, Medea di Cherubini.

Nel '700 e nell''800 viaggiatori e pittori documentano le rovine archeologiche (Giovanni Battista Lusieri, Ippolito Caffi, Giovanni Renica).


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